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Il Corriere della Sera di oggi, 12 luglio 2006, pubblica un?intervista del giornalista Maurizio Caprara a Kang Cheol Hwan, noto dissidente del regime nordcoreano.
Vi proponiamo il testo dell?intervista:

Abita in Corea del Sud, di quella del Nord ricorda soprattutto i dolori, ma dice:
?In un paese sull?orlo del collasso, i missili sono una delle ultime carte rimaste al regime. Non bisogna aiutarlo ad aumentare il proprio potere negoziale. Perciò nell?avere a che fare con la Corea del Nord, è bene che il resto del mondo si concentri sui diritti umani. Gli europei pongono sempre il problema nelle loro visite a Pyongyang e fanno bene?

Camicia bianca e capelli corti, l?uomo che parla ne sa qualcosa di diritti umani violati.
Si chiama Kang Cheol Hwan.
Per sopravvivere nel gulag nord-coreano, da bambino si trovò costretto a mangiare topi e serpenti. Da adulto è stato ricevuto da Gorge W. Bush, oggi è a Roma per una conferenza del Partito Radicale Transnazionale e della Freedom House americana. Dal 1977 al 1987 fu rinchiuso nel campo di prigionia di Yodok e racconta:
?Adesso nei lager la situazione è molto peggiore. Così mi riferiscono i dissidenti che ne vengono fuori quando li intervisto, in Corea del Sud, come giornalista?.
E ascoltare com?era quando ci stava lui è un viaggio in uno degli orrori più brutti, ma anche più rimasti in ombra, del ventesimo secolo.
Come finì nel campo di prigionia?
?I miei nonni erano emigrati in Giappone. Furono tra i 130.000 che dopo la guerra scelsero di tornare nella Corea del Nord, non al sud, perché ne avevano una visione idealistica. Credevano di trovare l?uguaglianza. Solo dopo l?arrivo scoprirono che non era vero?.
Come lo capirono?
?Nonno aveva avuto un casinò, fece una donazione al governo. All?inizio la famiglia fu trattata bene. A nonno affidarono un negozio. Lo organizzò con criteri di efficienza, scontentando la burocrazia. In più, i miei non erano abituati a dire prima di nominare Kim Il Sung e per questo c?era l?arresto.
Con quale motivo vi deportarono?
?Nonno fu accusato di essere una spia capitalista. Un giorno il servizio segreto venne a casa. Lo portarono via. A noi ci trasferirono a Yodok: nonna, papà, mio zio, mia sorella ed io. Avevo nove anni?.
Com?era il campo?
?Due sezioni. Una per tre generazioni di parenti dell?imputato che non sarebbero più uscite a vita, l?altra per chi sarebbe stato rilasciato. Noi eravamo nell?ultima?.
I detenuti?
?Ex capitalisti, cristiani, chi aveva lavorato per gli Usa, dirigenti di partito in disgrazia benché comunisti?.
Che cosa dovevano fare i prigionieri?
?Se avevi più di 17 anni, lavorare in miniera o nei cantieri sotterranei per costruire i tunnel segreti che portavano alla Corea del Sud. Molti morivano?.
Come morivano?
?Fame o incidenti. Sono noti tre tipi di lager: di Hitler, di Mao, dei sovietici. I nord-coreani sono il quarto. Nei campi nazisti dicevano ai prigionieri che il lavoro rende liberi. Il nostro si presentava pessimista. Ti dicevano che se non lavoravi non ti davano il cibo?.
E lei?
?I primi tre mesi soffrii la fame, mi ammalai. Ma erano per lo più gli uomini sopra i quarant?anni a morirne, di fame?.
Perché loro?
?Perché erano dirigenti, militari, intellettuali con altre abitudini. Non immaginavano di dover vivere cacciando ratti e serpi. I bambini invece crescevano sapendo di dover dare la caccia a topi, rane serpenti. Ho visto tre fasi nella malnutrizione?.
Quali fasi sono?
?Nella prima la pelle ti si rovina, ogni tanto perdi la testa. Nella seconda, sei pelle e ossa e lo stomaco che viene fuori. Nella terza si perdono le feci: chi stava così sapeva di dover morire, si metteva da parte. Nella seconda fase i ratti e le rane ti servono, perché mangeresti qualunque cosa.
Per chi tentava la fuga, condanna a morte?.
Eseguita come?
?Impiccagione o fucilazione. Una era più severa?.
Come si può dire che una era più severa dell?altra?
?Gli impiccati restavano appesi per 24 ore. La gente tirava pietre sui cadaveri?.
E la fucilazione?
?prima il condannato aveva una palla di cotone in bocca. Alcuni la sputavano per criticare Kim Il Sung. Allora si ricorse a una pietra, infilata spaccando i denti. Per preparazione, una settimana di digiuno e botte. La cosa più terribile non erano gli spari. A mettere terrore era vedere la persona portata a morte così?.
Scusi perché oggi sarebbe peggio?
?C?è carestia. Per le prigioni lo Stato non spende?.

La conferenza, in cui prende la parola oggi Kang Cheol Hwan, è organizzata dal Partito radicale Transnazionale. L?obiettivo è di ottenere una riforma della politica di cooperazione italiana, abbandonando l?impostazione che privilegia gli aiuti economici e umanitari, per passare a forme di aiuto diretto ai movimenti e ai dissidenti democratici nei paesi autoritari e totalitari.

Nella foto Kang CheolHwan

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“ANTICO MODERNO”
Mostra personale di Koo Hwan Young

Inaugurazione: Martedì 11 Ottobre 2005 ore 18.
Durata: 11 Ottobre – 12 Novembre 2005.
Sede: Galleria Artetadino6, Via Tadino 6, Milano
Lunedì/Venerdì: 16.00/19.00
Sabato 10.00/12.30 – 16.00/19.00.

L’Ass. Italia-Corea “Calmo Mattino” è lieta di presentare la mostra di un artista coreano, Koo Hwan Young, realizzata in collaborazione con la Galleria d’Arte “ArteTadino6″.

Dal comunicato stampa della Galleria.

L’arte di Koo Hwan Young ha il grande merito di rappresentare una sintesi equilibrata della dialettica Oriente – Occidente, e di offrire uno sguardo contemporaneo su una cultura millenaria, quella coreana, ponendo a confronto il linguaggio artistico nazionale e gli influssi dell’arte occidentale, la tradizione e la sperimentazione.
Quello di Koo Hwan Young è un richiamo alle proprie origini, alle radici culturali, profondamente scosse dai radicali cambiamenti economici sociali e politici, che hanno inserito il suo paese sulla scena internazionale. Si tratta tuttavia di un atteggiamento che si potrebbe definire in una sola parola “pragmatico”, un atteggiamento di silenziosa consapevolezza alla ricerca di una propria “originale” individualità. Le sue opere, ricche di citazioni tecnico-visive comunicano un profondo e sincero sentimento di affetto per la propria terra d’origine.

Biografia dell’artista.

Koo Hwan Young è docente di “Visual Design” presso l’Università di Arte di Seoul.
È Direttore della “Visual Information Design Association of Korea”, nonché membro di altre importanti associazioni coreane legate al mondo del design e dell’arte fra cui la “Brand Design Association of Korea”, la “Korea Industrial Art’s Association” , la “Korean Society of Basic Design and Art” e la “Korean Fine Art Association”. E’ stato vincitore inoltre dell’ambito premio conferito dal governo coreano, per il miglior progetto di design industriale. Espone per la prima volta in Italia.

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