Archivio della categoria “Corea del Sud”

Nella più vasta manifestazione antigovernativa degli ultimi decenni, circa un milione di sudcoreani (260.000 secondo le forze dell’ordine) si sono riversati nelle strade centrali di Seoul chiedendo a gran voce le dimissioni della Presidente Park, coinvolta in uno scandalo che sembra accrescere la gravità delle sua azioni giorno dopo giorno.

Ricordiamo che, nelle ultime settimane, si è avuta conferma che Choi Soon-sil, amica di lunga data della Presidente Park, avrebbe avuto un ruolo di primissimo piano nelle decisioni politiche della Presidente, senza tuttavia ricoprire alcun incarico ufficiale di governo. Informazioni e documenti riservati, sono stati “maneggiati” da Choi Soon-sil e dai suoi accoliti, i quali avrebbero accresciuto in questo modo la loro influenza (e i loro portafogli) nel mondo del business. Dalle indiscrezioni rese pubbliche dalla stampa emerge il ritratto di una Presidente burattino nelle mani di un ristretto numero di persone che hanno fatto il “bello e il cattivo tempo” nel paese.

Circa 25.000 poliziotti sono stati schierati ma, al momento, non si registrano scontri tra manifestanti e forze dell’ordine.

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È fissata per il 26 ottobre l’inaugurazione dell’Istituto Culturale Coreano, che troverà spazio nei 2200 metri quadrati di una bellissima palazzina liberty all’inizio della Via Nomentana a Roma, e dunque a pochi passi dal museo Macro. Si tratta di un importante investimento che il Governo di Seoul sta compiendo per promuovere e diffondere la cultura coreana a Roma e in Italia. 

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Il Fondo Monetario Internazionale prevede una crescita del 2,7% nel 2016 e del 3% nel 2017. Nel grafico elaborato dal Korea Herald il confronto con le principali aree economiche del mondo.

 

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Nonostante gli sforzi degli ultimi governi, tesi a favorire la nascita di un tessuto di piccole e medie imprese, sono ancora poche le piccole aziende o i lavoratori autonomi che riescono a rimanere a galla in un mercato dominato ancora dalle grandi conglomerate (i Chaebol). E’ quanto emerge dal grafico qui sotto. A cinque anni dalla nascita, soltanto 3 imprese su 10 sono ancora attive. Nel settore finanziario e assicurativo si registrano le performance peggiori: circa 1 impresa su 10 sopravvive. Non vanno molto meglio, comunque, il settore dello sport/tempo libero e delle ristorazione/alberghiero.

 

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Si mantiene alto l’interesse degli investitori stranieri per il mercato azionario sudcoreano. Secondo i dati resi pubblici ieri dal Financial Supervisory Service, l’autorità regolatrice del mercato sudcoreano, la quota di partecipazioni detenuta da investitori stranieri ha raggiunto lo scorso mese il 30,5%. Gli Stati Uniti si collocano al primo posto, seguiti da Lussemburgo, dove hanno sede molti fondi di investimento europei ed internazionali, e dalla Germania.

Gli investitori europei rappresentano il 73% degli acquisti netti totali. In particolare, gli investitori europei hanno acquistato equity per circa 9 miliardi di dollari dal mese di marzo. Secondo molti osservatori, i fondi di investimento internazionali si sarebbero indirizzati verso i mercati emergenti, quali Corea del Sud e Taiwan, dopo la decisione del Regno Unito di abbandonare la UE.

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Un diplomatico nordcoreano di stanza presso il Consolato Generale della Corea del Nord a Vladivostok (Russia) sarebbe in fuga dal paese con la famiglia. E’ quanto emerge dalla notizie in circolazione tra alcuni media sudcoreani. E’ attualmente sconosciuta l’identità del diplomatico e il Ministero dell’Unificazione di Seoul non ha ancora confermato l’accaduto. 

La notizia segue di poche settimane quella della defezione di un altro importante diplomatico di stanza a Londra, mentre sempre in Russia aveva fatto perdere le sue tracce nel 2015 un diplomatico assegnato presso la rappresentanza di San Pietroburgo.

Queste “defezioni seriali” appaiono come un fenomeno in crescita influenzato dalla crescente instabilità della Corea del Nord dovuta principalmente al consolidamento del potere di Kim Jong Un e alle continue purghe messe in atto dal regime.

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La Commissione Europea ha presentato nei giorni scorsi un bilancio sull’Accordo di Libero Scambio con la Corea del Sud, a cinque anni dall’entrata in vigore del 2011.

La Corea del Sud rappresenta il nono mercato per le esportazioni dei paesi UE. L’accordo ha soppresso o ridotto bilateralmente i dazi all’importazione sulla maggior parte dei prodotti oggetto di scambio, semplificato gli ostacoli amministrativi, favorito la liberalizzazione dei servizi, degli appalti pubblici e degli investimenti, e fornito garanzie in materia di concorrenza e protezione della proprietà intellettuale.

Secondo i dati resi pubblici, le esportazioni dell’Unione Europea verso la Corea del Sud hanno registrato un incremento del 55% e, contestualmente, le aziende europee hanno risparmiato circa 2,8 miliardi di Euro grazie all’eliminazione o riduzione dei dazi doganali. L’interscambio di merci ha raggiunto la cifra record di 90 miliardi di Euro nel 2015.

La quota maggiore dell’export UE verso la Corea del Sud è oggi rappresentata dai settori dei macchinari, automobili, chimico, farmaceutico, materiali da trasporto, alimenti. Nello specifico, le vendite di automobili UE sono triplicate in cinque anni. L’incremento è stato del 35% annuo per i primi tre anni, e del 61% nel quarto anno. Sull’opposto versante, le esportazioni sudcoreane verso la UE hanno registrato un +53% passando da 300 mila ‘pezzi’ a 339 mila. Le esportazioni di componenti auto UE sono aumentate del 18%, mentre le importazioni dalla Corea hanno segnato un +36%.

Unico dato negativo, come sottolinea Bruxelles, è rappresentato dal 35% delle imprese UE che esportano in Corea del Sud senza richiedere il trattamento privilegiato previsto dall’Accordo, trattamento che garantirebbe la riduzione o l’eliminazione delle tariffe doganali. Ciò è forse dovuto alla mancanza di informazione o alle difficoltà burocratiche delle imprese più piccole.

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Il mio ultimo articolo è dedicato all’architettura e alle costruzioni coreane nel mondo ed è pubblicato su Forum Corea, la rivista della comunità coreana in Italia.

Clicca sull’immagine per scaricare l’articolo completo in pdf.

 

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L’agenzia di rating americana Moody’s ha rilasciato lunedì 17 aprile un report sulla Corea del Sud con il quale si comunica un ribasso dell’outlook per il sistema bancario da “stabile” a “negativo”. Il report prevede, inoltre, un leggero ribasso del tasso di crescita potenziale della Corea del Sud se il governo dovesse ulteriormente rimandare le riforme strutturali, persistendo un contesto economico negativo di bassi consumi interni e di economia cinese in rallentamento.

Nel report, inoltre, si esprimono forti preoccupazioni in relazione alla sconfitta del Saenury alle elezioni parlamentari della scorsa settimana in quanto la nuova conformazione politica dell’Assemblea Nazionale necessiterà un accordo tra i partiti per portare a termine i disegni di legge già predisposti.

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Scossone politico in Corea del Sud. Si sono svolte ieri, 13 aprile, le consultazioni elettorali per l’Assemblea Nazionale che hanno registrato la sconfitta del partito di maggioranza Saenury, formazione di centrodestra che esprime anche l’attuale Presidente.

Dei 300 seggi totali di cui si compone l’Assemblea Nazionale, 122 vanno al Saenury, 123 al principale partito di opposizione di centrosinistra, il Minjoo, 38 al People’s Party e 17 alle varie formazioni politiche minori. Il conservatori perdono la maggioranza parlamentare dopo ben sedici anni.

La Corea del Sud è una Repubblica Presidenziale e le elezioni per il parlamento hanno da sempre rappresentato un test elettorale molto importante per il Presidente in carica. Non c’è alcun dubbio che l’attuale Presidente Park Geun Hye sia uscita piuttosto malconcia da questa prova. All’interno del partito è già cominciata la resa dei conti in vista delle prossime elezioni presidenziali che si svolgeranno tra circa un anno e mezzo.

A penalizzare il partito attualmente al governo sono stati senz’altro i temi economici. Un tasso di disoccupazione al 5%, con quella giovanile al 12-13%, una precarizzazione del lavoro e della società sempre più galoppante e un livello del debito privato delle famiglie in aumento che hanno generato un malcontento sociale senz’altro maggiore che negli anni passati. Di scarsa rilevanza la questione nordcoreana e le tematiche di politica internazionale in genere.

Da sottolineare il risultato elettorale del People’s Party, nuova formazione politica indipendente di centrosinistra, fondata recentemente dall’ex imprenditore Ahn Cheol Soo che, con il terzo posto e i suoi 38 seggi, acquista un peso politico fondamentale per gli equilibri parlamentari sudcoreani in quanto nessun altro partito possiede la maggioranza assoluta. Il sostanziale bipartitismo che ha caratterizzato la storia democratica della Corea del Sud lascia il posto a un blando tripartitismo.

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Intervendendo al “Council on Foreign Relations” di New York, il Segretario alla Difesa americano Ashton Carter ha confermato che gli USA dispiegheranno in Corea del Sud, entro pochi mesi, il sistema missilistico di difesa THAAD (Terminal High Altitude Area Defense). Se ne parla da anni ma non si era mai giunti a nulla di concreto anche a causa della ferma opposizione della Cina, principale partner commerciale della Corea del Sud.

Il sistema THAAD può distruggere gli eventuali missili in arrivo dalla Corea del Nord quando essi hanno appena iniziato la loro fase terminale di volo. Il sistema THAAD costituisce un secondo anello di difesa dopo il sistema Patriot che può colpire i bersagli nemici solo a breve distanza, coprendo dunque una superficie molto più limitata.

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Continua il viaggio alla scoperta di tesori culturali coreani. Nell’immagine, il tempio sotterraneo di Seokguram, all’interno del Tempio di Bulguksa, situato nei pressi della città di Gyeongju. Il tempio, oltre ad essere classificato come teosro nazionale n. 24, è patrimonio dell’UNESCO dal 1995.

Clicca qui per maggiori informazioni.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Il Sole24Ore di oggi confronta l’andamento da inizio anno dei mercati finanziari delle principali piazze asiatiche, inclusa la Corea del Sud.

Il tormentone mediatico-finanziario dell’estate ha riguardato quest’anno la Cina, epicentro di un vero e proprio terremoto borsistico che ha contagiato, chi più chi meno, le economie dell’area, a cominciare dalla Malesia e dall’Indonesia, per finire con la  Corea del Sud e il Giappone.

La borsa di Seoul ha lasciato sul terreno il 6%. Il settore a maggiore capitalizzazione, i beni di consumo, perdono il 7,08%. Male anche il bancario (-8,19%) e le TLC (-9%), tracolla il settore tecnologico con un pesante -22%.

Fanno da contraltare il settore energetico, con un +15,26%, e i servizi al consumo, con un +19,74. Benissimo il settore sanitario, +138,59%, che però rappresenta una minima parte della capitalizzazione totale della borsa sudcoreana.

L’allegato grafico (cliccare sull’immagine per ingrandire) mostra i valori fondamentali delle borse asiatiche da inizio anno.

Fonte:
http://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2015-08-31/shanghai-e-otto-borse-piu-calde-dell-estate-063500.shtml?uuid=AC5ueJp 


 

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Con l’immagine di oggi cominciamo un viaggio nei tesori della cultura e dell’arte coreana. Ecco il “Buddha Pensante”, classificato come “Tesoro Nazionale n. 78″. Del tardo 6^ secolo D.C., è alto 83,2 cm ed è in bronzo. E’ attualmente conservato presso il National Museum of Korea, a Seoul.

Clicca qui per approfondire.

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Non siamo ancora ai livelli patologici del’Italia e di molti pesi UE, ma anche in Corea del Sud la disoccupazione giovanile diventa preoccupante. I giovani coreani sono altamente qualificati, tanto da posizionarsi ai vertici delle classifiche OCSE, e molti perfezionano il proprio corso di studi all’estero, in particolare negli Stati Uniti e in Cina. Nonostante ciò (o forse proprio per questo) diventa sempre più difficile l’inserimento professionale.

Leggi l’articolo del Korea Herald “Youth unemployment rate in Korea reaches highest in 15 years”.

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Un interessante paper di Georgy Toloraya, importante diplomatico russo, pubblicato per il Korea Economic Institute. Oggetto dell’analisi l’unificazione coreana nella prospettiva russa e i rapporti tra Mosca e le due Coree.

Clicca sulla pagina per scaricare il pdf completo.

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Il NIS, l’agenzia di intelligence sudcoreana, è di nuovo al centro del ciclone mediatico e giudiziario e, questa volta, la questione è direttamente collegata ad un evento accaduto in Italia.

Nei giorni scorsi, infatti, sono stati violati i database della Hacking Team S.r.l., azienda milanese operante nella progettazione di sistemi di sorveglianza informatica (e di malware), venduti principalmente ad agenzie di intelligence straniere, governi e organi di polizia.

Circa un milione di e-mail sono state trafugate dai server della società milanese il 6 luglio scorso, intrusione informatica per cui ad oggi risultano indagati dalla Procura di Milano sei ex dipendenti della società stessa per “accesso abusivo a sistema informatico e rivelazione di segreto industriale”.

Il governo di Seoul risulta presente nella lista dei clienti per il malware Rcs/Galileo, prodotto di punta dell’azienda. L’intelligence sudcoreana ha confermato di aver acquistato il software nel 2012 negando, come molti temono invece, di averlo utilizzato per controllare liberi cittadini e sottolineando di averne fatto uso esclusivamente per attività di controspionaggio nei confronti di agenti nordcoreani.

L’attuale scandalo si intreccia con quello precedentemente scoppiato nel 2013 relativo al coinvolgimento del NIS nelle elezioni presidenziali del 2012 e si infittisce ulteriormente dopo le notizie dell’ultim’ora: un agente dei servizi sudcoreani è stato trovato morto nella sua auto a Yongin, 50 Km a sud di Seoul. Le autorità inquirenti confermano il suicidio e comunicano il ritrovamento di una lettera scritta di proprio pugno dall’agente nella quale confermerebbe di aver utilizzato il software per attività di controllo realtive alla Corea del Nord.

Nell’immagine Lee Byung-ho, capo del NIS.

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La Corea del Nord ha testato un nuovo sistema missilistico sottomarino nei giorni scorsi. E’ quanto emerso da un articolo pubblicato ieri dalla KCNA, l’agenzia di stampa ufficiale nordcoreana.

Il comunicato non specifica la data e il luogo esatti del test ma, secondo gli analisti, dovrebbe essere avvenuto ieri al largo della città nordcoreana di Sinpo, sulla costa orientale.

Secondo l’intelligence americana e sudcoreana, la Corea del Nord sta sviluppando un nuovo sistema balistico sottomarino che potrebbe avere la portata di circa 2.500 tonnellate. Già nei mesi di dicembre e di febbraio sarebbero stati effettuati dei primi test. A destare maggiore preoccupazione è la possibilità che questi nuovi sistemi possano essere armati di testate nucleari di ridotte dimensioni.

Se queste notizie fossero confermate, in particolare sulla portata e la capacità del nuovo sistema, significherebbe che la Corea del Nord godrebbe di un sistema balistico sottomarino più progredito della Corea del Sud. La marina sudcoreana, infatti, ha in progetto la costruzione di sei nuovi sottomarini con portata massima di 3.000 tonnellate che vedrebbero però la luce solo tra il 2027 e il 2030.

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Dopo cinque anni di negoziati, Corea del Sud e Stati Uniti hanno sottoscritto ieri, 22 aprile, un importante accordo di cooperazione nel campo dell’energia nucleare civile.

Le nuove norme permetteranno a Seoul di produrre autonomamente il combustibile nucleare necessario per le 23 centrali nucleari attualmente attive in Corea del Sud.

La produzione “in casa”, nonché la relativa ricerca e sviluppo, permetterà alla Corea del Sud di essere più libera e competitiva nel mercato globale della produzione di componenti e impianti nucleari. Ad oggi, infatti, prodotti e materiali nucleari potevano essere esportati verso paesi terzi soltanto con il consenso americano. Formalmente, ciò era dovuto alla parziale presenza di tecnologia americana nei prodotti finiti sudcoreani.

L’accordo, per quanto si aspetta il governo sudcoreano, dovrebbe favorire l’industria nazionale nell’esportazione di componenti, prodotti e impianti nucleari nel resto del globo.

La Corea del Sud continua a puntare sul nucleare nei suoi confini, ma si pone ormai ai vertici come esportatore di tecnologia e costruttore di impianti nucleari per conto di paesi terzi, in diretta competizione con Francia e Giappone. Al momento sono in costruzione quattro nuovi impianti in Arabia Saudita, mentre sono in corso di approvazione altri progetti in Vietnam ed Egitto.

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Nell’immagine, Kim Moo-sung.

Nonostante le schiaccianti vittorie elettorali degli ultimi anni (elezioni presidenziali, legislative, amministrative), il partito della Presidente Park, il Saenury, sembra avviato a vivere una stagione politica piuttosto calda, dovuta alle divisioni che stanno emergendo tra i vertici del movimento.

Le origini dello scontro, pur essendo molto risalenti, sono diventate evidenti con l’elezione di Kim Moo-sung alla presidenza del partito, scavalcando per circa 8 punti percentuali l’uomo di fiducia della Park, Suh Chung-won. Il primo banco di prova per la tenuta del partito, e per l’autorità della Presidente, si è materializzato con la proposta di riforma del sistema politico sudcoreano e dei poteri del Presidente della Repubblica. Il neo presidente del Saenury, durante un viaggio in Cina, e senza preventivo accordo con gli uffici della Presidenza, ha annunciato che entro fine anno verrà depositata all’Assemblea Nazionale una proposta di legge che ridurrà significativamente le prerogative e i poteri presidenziali, trasformando di fatto una Repubblica presidenziale qual è quella sudcoreana, in una Repubblica semi-presidenziale “alla francese”. La proposta di legge, avversata dalla Presidente Park, è sostenuta da circa 150 parlamentari. A provocare l’ira della Presidenza non è solo la proposta in sé ma anche le modalità con cui questa è stata ufficializzata.

Dal momento della sua elezione alla presidenza del Saenury, Kim Moo-sung ha incrementato notevolmente la sua visibilità ed è parso particolarmente attivo anche a livello internazionale. Non è un caso che lo stesso abbia annunciato la proposta di legge durante il citato viaggio in Cina, nell’ambito del quale ha incontrato il Presidente della Repubblica Popolare cinese Xi Jinping. Questo incontro assume particolare rilevanza se consideriamo che Kim Moo-sung è un importante esponente politico ma non è certo un membro del governo. L’ambizioso Kim gioca d’anticipo e mira ad assumere la più alta carica dello Stato alle prossime elezioni presidenziali del 2017. Una mossa tanto repentina quanto indigesta, e poco elegante, per la Presidente in carica Park.

In un sondaggio effettuato prima dell’incoronamento al vertice del partito, Kim Moo-sung emergeva come secondo miglior candidato per le presidenziali del 2017, subito dopo l’attuale sindaco di Seoul Park Won-soon. E’ certo, tuttavia, che l’attuale visibilità, e il protagonismo che la contraddistingue, farà aumentare le chances di Kim, ma esacerberà ancor di più le tensioni all’interno del Partito e i rapporti con la Presidente Park, la quale mostra i primi segni di debolezza politica.

 

 

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Il 16 e 17 ottobre prossimi si svolgerà a Milano, nel quadro del semestre di Presidenza italiana del Consiglio dell’Unione Europea, il summit Asia-Europe Meeting (ASEM). Al vertice parteciperanno i 13 membri dell’ASEAN, i 28 membri dell’Unione Europea, la Commissione Europea, ed altri paesi asiatici ed europei (Corea del Sud, Giappone, Cina, India, Russia).

Creato nel 1996, l’ASEM si svolge con cadenza biennale alternativamente tra una sede europea ed una asiatica. Dopo la Cina (2008), il Belgio (2010) e il Laos (2012), giunge a Milano per la sua decime edizione, con gli stessi obiettivi di sempre: rafforzare la cooperazione politica ed economica tra i due blocchi regionali. Il summit vedrà partecipare oltre cinquanta paesi (rappresentanti il 50% del PIL mondiale e il 60% della popolazione) ed avrà al centro dell’agenda il tema di una “Responsible Partnership for Sustainable Growth and Security”. Il vertice sarà presieduto da Herman van Rompuy, Presidente del Consiglio europeo, e da Jose Manuel Barroso, Presidente della Commissione europea. Dalla Corea del Sud arriveranno la Presidente Park e il Ministro dell’Industria.

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In Italia si chiamerebbe “sportello unico”: si tratta del nuovo centro di supporto per gli investimenti nel parco industriale di Kaesong (in territorio nordcoreano). Lo “sportello”, inaugurato a Seoul nel mese di settembre su iniziativa del Ministero dell’Unificazione, mira ad attrarre investimenti non solo sudcoreani ma anche, e soprattutto, stranieri.  Con la riapertura del parco industriale, chiuso l’anno scorso per circa sei mesi, i governi delle due Coree si erano infatti posti come obiettivo una maggiore internazionalizzazione dell’area. Ad oggi, infatti, operano a Kaesong 125 aziende, tutte sudcoreane e nessuna straniera. Il centro di supporto fornirà alle aziende straniere informazioni e servizi di consulenza a 360 gradi.

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Nell’immagine, il nuovo Ministro dell’Economia, Choi Kyung-hwan.

A pochi giorni di distanza dalle elezioni amministrative, la Presidente Park ha avviato un corposo rimpasto di governo. I membri del governo rimpiazzati sono stati sette.

La carica più importante sul tavolo delle nomine era quella del Ministero dell’Economia, aggiudicata al deputato del Saenury Party Choi Kyung-hwan, il quale ottiene anche la carica di vice Primo Ministro. A detta degli analisti e dei media sudcoreani, questa nomina rappresenta la continuazione dell’attuale politica economica della presidenza Park, ma mira al tempo stesso a dare un’immagine di svolta, obiettivo affidato a un uomo di fiducia.

Il nuovo Ministro dovrà affrontare importanti riforme in un contesto diventato più complicato per due importanti partner come la Cina, alle prese con un rallentamento economico, e gli Stati Uniti, dove gli stimoli economici della Federal Reserve sono sempre più limitati. Una sfida importante è costituita dal calo dei consumi interni generati, secondo molti analisti, dal grave incidente del traghetto Sewol, costato la vita a centinaia di persone, in gran parte studenti, e considerato dramma nazionale di tale portata da influenzare il mercato interno. Secondo molti, il nuovo Ministro avvierà una politica di deregolamentazione atta a favorire una ripresa degli investimenti e la creazione di nuovi posti di lavoro. Alcuni prevedono una politica di forti stimoli economici e un aumento della spesa pubblica.

Gli altri nuovi membri del governo sono: Kim Myung-soo, professore della Korea National University, al Ministero dell’Educazione; Jung Jong-sup, docente di diritto alla Seoul National University, al Ministero della Sicurezza e della Pubblica Amministrazione; Choi Yang-hee, anche lui docente della Seoul National University, al Ministero della Scienza; Lee Gi-gwon, da Vice Ministro viene promosso a Ministro del Lavoro; Lee Gi-gwon, deputato del Saenury Party, è stato nominato Ministro delle Pari Opportunità. A queste nuove nomine vanno aggiunte quelle del giorno precedente, relative ai membri del Gabinetto di Presidenza.

Rimane in standby, in attesa del voto di fiducia parlamentare, la nomina del nuovo Primo Ministro, Moon Chang-keuk, ex giornalista, in questi giorni nell’occhio del ciclone a causa di sue passate dichiarazioni sul colonialismo giapponese e sullo sfruttamento sessuale delle donne durante quel periodo. Si tratta di questioni molto delicate che possono scatenare l’opinione pubblica sudcoreana che, come dimostrano molti casi passati, quando viene colpita non perdona.

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La Corea del Sud ha intrapreso ormai da molti anni una strategia di espansione economica e commerciale basata sulla stipula di accordi di libero scambio con importanti partners internazionali.

In quest’ottica, Corea del Sud e Canada hanno avviato in questi giorni i primi incontri ufficiali bilaterali per la negoziazione di un nuovo Free Trade Agreement tra i due paesi, la cui stipula avverrà presumibilmente verso la fine dell’anno. Il primo incontro ufficiale si è svolto giovedì a Seoul tra il Vice-Ministro del Commercio sudcoreano  Choi Kyong-lim e il suo omologo canadese Ian Burney.

Il Canada rappresenta per la Corea del Sud il 25^ partner commerciale a livello globale. Secondo le prime ipotesi, ancora non formalizzate, la Corea del Sud eliminerà le attuali tariffe doganali dell’8% relative al settore automobilistico e sua componentistica, mentre il Canada abbasserà lo stesso dazio dal 6,1% al 4% nell’arco di due anni. I tagli non sarebbero dunque identici in quanto l’attuale bilancia commerciale nel settore automobilistico è fortemente sbilanciata in favore della Corea del Sud. Nel 2013, infatti, la Corea del Sud ha esportato 130.000 veicoli (per un valore di 2.23 miliardi di dollari americani) in Canada, quinto mercato mondiale di destinazione per l’industria automobilistica sudcoreana. Al contrario l’export di auto e componentistica dal Canada alla Corea del Sud ha toccato la trascurabile quota di 92 milioni di dollari americani.

L’obiettivo finale del Free Trade Agreement è quello di abbattere circa il 98% di barriere tariffarie nell’arco dei prossimi dieci anni.

 

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Il 4 giugno scorso gli elettori sudcoreani sono stati chiamati alle urne per importanti elezioni comunali e regionali.

A conti fatti, nessuno dei due principali schieramenti politici pare poter esultare per un netta vittoria. Tuttavia, la Presidente Park può tirare un sospiro di sollievo: il “Saenury”, partito di maggioranza al governo nazionale, mantiene una forte base di consenso, che rappresenta comunque un buon successo per un partito al governo. Il partito di centro-destra, infatti, si conferma alla guida della regione del Gyeongsang-do e della città di Busan, e vince nella regione di Gyeonggi-do e nella città di Incheon. In pratica, il Saenury ottiene un risultato migliore delle aspettative.

Aspettative deluse, invece, dalla “Nuova Alleanza Politica per la Democrazia”, nuova denominazione del partito di opposizione di centro-sinistra, che ancora una volta non riesce a capitalizzare e ad avvantaggiarsi delle debolezze e degli errori commessi dal governo nazionale. Il centro-sinistra, comunque, si conferma alla guida della capitale Seoul, riconquista la città di Daejon, vince anche a Gwangju e Jeolla-do. Si tratta, comunque di risultati poco incoraggianti in vista delle elezioni legislative del 2016.

Nell’immagine che precede (fonte Korea Herald), un sintesi dei risultati elettorali.

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