Archivio della categoria “Corea del Nord”

Di nuovo alta la tensione lungo il 38^ parallelo: la Corea del Nord ha testato questa mattina un nuovo ordigno nucleare. Secondo le principali fonti sudcoreane l’arma avrebbe generato una scossa di terremoto pari a 5.3 di magnitudo, facendo supporre ad una potenza di circa 10 kilotoni. Per fare un raffronto, basti pensare che la bomba sganciata su Hiroshima nel 1945 aveva una potenza di 15 kilotoni.

Pyongyang ha immediatamente confermato di aver effettuato con successo l’ennesimo esperimento e di essere ormai in grado di produrre testate nucleari sufficientemente piccole da poter essere posizionate dentro un missile a media gittata, proprio come i missili testati lunedì scorso.

Si tratta dell’ennesima risposta del regime nordcoreano alle dure sanzioni internazionali deliberate dalle Nazioni Unite nel mese di marzo dopo i precedenti test missilistici di gennaio e febbraio, sanzioni che, attraverso il divieto di importazione ed esportazione di merci utili alla fabbricazione di armi, avrebbero dovuto rallentare il programma nucleare di Pyongyang. Dall’entrate in vigore di dette sanzioni, tuttavia, la Corea del Nord ha effettutato circa 30 test missilistici oltre all’esperimento nucleare di quest’oggi.

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Tre cittadini nordcoreani sono riusciti a fuggire dal loro paese oltrepassando il confine marittimo nel Mar dell’Ovest a bordo di un’imbarcazione da pesca. I tre nordcoreani sono stati immediatamente rintracciati e scortati a terra, nella città di Incheon, dalla guardia costiera sudcoreana. Il tutto sarebbe avvenuto il 7 agosto ma la notizia è stata resa pubblica soltanto quest’oggi. Sono in corso, come prassi, le indagini dell’intelligence sudcoreana per identificare i soggetti e per comprendere le reali motivazioni della defezione.

Sempre nel mese di agosto, il Ministero dell’Unificazione sudcoreano ha reso noto che un alto funzionario nordcoreano assegnato all’Ambasciata di Londra, Thae Yong-ho, ha raggiunto la Corea del Sud insieme alla sua famiglia dopo aver richiesto asilo presso la rappresentanza diplomatica della Corea del Sud a Londra. L’evento è di particolare rilevanza essendo Thae Yong-ho il più alto ufficiale della Corea del Nord ad aver mai disertato. Secondo il portavoce del Ministero dell’Unificazione quest’ultimo caso mostra quanto sia ormai diffusa tra gli alti funzionari nordcoreani la convinzione che “non vi è alcuna speranza nel regime di Kim, ormai vicino al suo punto di rottura”.

Nell’immagine Thae Yong-ho.

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Le fragili e altalenanti relazioni tra la Repubblica di Corea (Corea del Sud) e la Repubblica Popolare Democratica di Corea (Corea del Nord) sembrano recentemente arrivate a un punto molto basso, con tutte le linee ufficiali di comunicazione sospese e un orizzonte nel quale si intravedono nuove e striscianti tensioni.

I due paesi, tecnicamente ancora in stato di guerra, hanno affrontato e superato diverse crisi nel passato più o meno recente, ma l’attuale situazione è particolarmente grave sulla scia dei recenti test nucleari e missilistici operati da Pyongyang.

Il 6 gennaio 2016 la Corea del Nord ha effettuato il suo quarto test nucleare – dopo i precedenti del 2006, 2009 e 2013 – generando un sisma di magnitudo 5.1 della scala Richter con epicentro a 49 chilometri a nord di Kilju, non lontano dal confine con la Cina. Il regime ha prontamente dichiarato di aver sperimentato una bomba a idrogeno – che rappresenterebbe un ulteriore passo in avanti per la tecnologia nordcoreana – dettaglio subito negato dagli analisti sudcoreani e americani.

Il test ha generato forte tensione tra le due Coree e nella comunità internazionale in un crescendo che ha portato, nel successivo mese di febbraio, alla chiusura del parco industriale di Kaesong. Nato nel 2002 sull’onda lunga della “sunshine policy” degli anni ’90, situato in territorio nordcoreano nei pressi del 38° parallelo e costituito come zona amministrativa speciale, il distretto di Kaesong ha rappresentato negli ultimi dieci anni l’unica e fattiva forma di collaborazione economica e politica tra i due paesi. Nella visione di lungo periodo sudcoreana, il distretto di Kaesong avrebbe dovuto fungere da trampolino di lancio per successive aperture della Corea del Nord a riforme economiche orientate al mercato, dando al contempo la possibilità a decine di migliaia di lavoratori nordcoreani di entrare in contatto con il mondo esterno. Con la sua chiusura, i due paesi hanno interrotto tutte le comunicazioni ufficiali.

Il 2 marzo 2016 il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha adottato la risoluzione n. 2270 con la quale, oltre a condannare il test nucleare, ha emesso delle pesanti sanzioni a carico della Corea del Nord. Detta risoluzione riprende parzialmente la precedente risoluzione n. 1718 del 14 ottobre 2006 – approvata successivamente al test nucleare di quei mesi – con la quale si vietava a tutti gli stati membri di trasferire alla Corea del Nord tecnologie, servizi, assistenza tecnica, materiali e beni che potessero essere utilizzati per produrre armi nucleari e di distruzione di massa. La risoluzione del 2016 vieta anche la fornitura di cibo, medicine e qualsiasi bene che possa in qualche modo supportare le capacità operative dei militari nordcoreani. Si invitano gli stati membri, inoltre, a porre particolare attenzione alle società, alle joint venture e ai trust costituiti all’estero dal governo nordcoreano o da persone ad esso collegate allo scopo di finanziare il programma nucleare. Completano il quadro le sanzioni adottate nel settore navale e aeronavale, fondamentale per i traffici illeciti della Corea del Nord, il congelamento degli assets appartenenti direttamente o indirettamente al governo, e molte altre restrizioni.

Come accaduto in passato, tuttavia, le risoluzioni e le condanne delle Nazioni Unite non hanno fermato le ambizioni nucleari di Pyongyang. La situazione, infatti, non accenna a raffreddarsi e il 17 aprile 2016 l’intelligence sudcoreana ha comunicato di aver registrato ingenti movimenti di veicoli e di attività umane presso il sito nucleare nordcoreano di Punngye-ri. Ciò porta a supporre che la Corea del Nord sia pronta ad effettuare il suo quinto esperimento nucleare in qualsiasi momento. Il 24 aprile 2016 il Nord ha effettuato l’ennesimo test missilistico sottomarino nelle acque del Mare dell’Est e, il giorno stesso, il Ministro degli Esteri nordcoreano Ri Su-yong ha comunicato, in un’intervista all’Associated Press, la disponibilità del paese a sospendere la preparazione del prossimo esperimento, in cambio dell’annullamento, improbabile, delle annuali esercitazioni militari congiunte USA-Corea del Sud.

Alcune settimane prima, invece, intervenendo al “Council on Foreign Relations” di New York, il Segretario alla Difesa americano Ashton Carter confermava il dispiegamento, entro pochi mesi, del sistema missilistico di difesa THAAD (Terminal High Altitude Area Defense) in Corea del Sud. Questa mossa, di cui peraltro si parla da anni, trova una sponda molto importante nell’attuale Presidente sudcoreano Park Geun-hye, ma anche opposizione in parte della stessa politica sudcoreana e nell’attore regionale che ha più influenza sul regime di Pyongyang, la Cina. Pechino alterna ferme condanne ad approcci protettivi verso lo storico alleato e al tempo stesso è ormai il primo partner commerciale della Corea del Sud. Quest’ultima deve destreggiarsi tra politiche di sicurezza e difesa nazionale nell’ambito delle quali è imprescindibile la presenza americana a politiche economiche e commerciali che guardano principalmente a Pechino e al blocco euroasiatico.

Ad oggi, la situazione è molto calda e Kaesong ne rappresenta il termometro politico. Il distretto industriale, infatti, nonostante ripetute crisi tra le due Coree e alterne vicende, ha sempre rappresentato per le relazioni intercoreane del passato decennio l’ultimo anello di collegamento e la sua lunga e ininterrotta chiusura mostra quanto sia ampia la frattura. Un eventuale, ma molto probabile, esperimento nucleare nelle prossime settimane andrà a consolidare la crisi in corso e a ritardare a tempo indefinito il riavvicinamento tra le due Coree.

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Ultim’ora: registrati movimenti presso il sito nucleare nordcoreano di Punggye-ri. Secondo l’intelligence di Seoul è in fase di organizzazione nuovo test nucleare, probabilmente all’inizio di maggio.

Fonte Yonhap:

“South Korea has recently detected a sharp increase in vehicle and human activities at North Korea’s Punggye-ri nuclear test site and concluded the country is likely to carry out an additional nuclear test before early May, officials said Sunday.
Compared to last month, the frequency of vehicle, workforce and equipment movements increased two- to threefold recently” at the nuclear test site in the country’s northeast, multiple government sources said.
 
 
This satellite photo provided by 38 North and Airbus Defense and Space shows brisk movements at North Korea’s Punggye-ri nuclear test site on April 11, 2016.
Related officials concluded that it is a convincing sign that North Korea is preparing for its fifth nuclear test, and they are keeping close tabs on the situation,” the sources said.
They said vehicles were seen moving in and out of the site’s North Portal tunnel, and they may be carrying nuclear technicians.
One of the sources indicated that since the start of April, there has been a growing increase in the movements of cars and humans, adding that, “If they are signs of nuclear test preparations, it seems (the preparations) are in the final stages.”
Concerns have been growing in recent weeks that Pyongyang could undertake additional military provocations like a nuclear detonation test as the country will hold its first congress of the ruling Workers’ Party of Korea in more than 30 years in early May.
In a series of recent warlike rhetoric, North Korea has also claimed to have secured key intercontinental ballistic missile technologies like the re-entry and engine technologies and threatened to conduct a “nuclear warhead detonation” test.
South Korea’s officials are now closely monitoring the nuclear site to detect if North Korea is preparing to test a miniaturized nuclear warhead as the country has claimed.
“If North Korea goes ahead with a fifth nuclear test, it may announce (after the test) a success in testing a miniaturized nuclear warhead that could be loaded onto an ICBM,” another source said.
In a related development, the U.S.-based website 38 North said last week that recent satellite imagery strongly indicates that North Korea has already begun or is set to start reprocessing spent nuclear fuel at its Yongbyon reactor site to harvest plutonium for nuclear weapons.
The reactor has provided Pyongyang with weapons-grade plutonium that the regime used in its first three nuclear tests: in 2006, 2009 and 2013. The North conducted its fourth nuclear test on Jan. 6, claiming it successfully detonated a hydrogen bomb.
South Korea has been certain that North Korea is technically ready to conduct a nuclear test at any time and the test would take place as soon as North Korean leader Kim Jong-un makes a decision.
South Korea predicts the test will likely come before the party congress.
The military provocation may further escalate tension on the Korean Peninsula following the North’s fourth nuclear test and a long-range rocket launch earlier this year.”

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Il banchiere britannico Nigel Cowie, che ha vissuto e lavorato per circa vent’anni in Corea del Nord, ha costituito nel 2006 una società finanziaria, la DCB Finance Limited, per conto del regime nordcoreano, allo scopo di favorire la vendita illegale di armi a livello internazionale e così finanziare gli aggressivi programmi militari del paese. E’ quanto emerso in questi giorni a seguito della pubblicazione dei Panama Papers.

Il banchiere britannico si era trasferito in Corea del Nord nel 1995, quando Kim Jong Il era ancora al potere, per dirigere la banca nordcoreana Daedong Credit Bank. Nel 2006 ha poi cosituito la DCB Finance Limited, con sede legale alle Virgin Islands, insieme al funzionario nordcoreano Kim Chol Sam, usufruendo dei servizi di consulenza dello studio legale e tributario panamense Mossack Fonseca. In quegli stessi mesi la Corea del Nord subiva le sanzioni USA per il lancio di sette missili balistici ed effettuava il suo primo test nucleare sotteraneo, in conseguenza del quale le Nazioni Unite imposero il congelamento dei beni nordcoreani all’estero e ingenti limitazioni commerciali al paese.

Nel 2013, gli Stati Uniti hanno imposto pesanti restrizioni alla Daedong Bank e alla DCB Finance Limited. In tale occasione si accusavano la banca e la società di fornire “servizi finanziari” alle società nordcoreane “Korea Mining Development Corporation” e “Tanchon Commercial”, responsabili di vendere armi per finanziare il programma nucleare e missilistico del regime di Pyongyang.

Il Dipartimento del Tesoro americano sostiene che, almeno dal 2006, la Daedong Credit Bank avrebbe utilizzato la DCB Finance Limited per effettuare transazioni finanziarie internazionali e sfuggire ai controlli e alle restrizioni della comunità internazionale.

Dai Panama Papers emerge chiaramente che lo studio Mossack Fonseca non potesse non conoscere i diretti legami tra la costituenda società DCB Finance Limited e il regime nordcoreano visto che lo stesso Cowie, nell’atto di costituzione della società, avrebbe dichiarato di essere residente nella città di Pyongyang, e che uno dei due soci era di cittadinanza nordcoreana. Solo nel 2010, a seguito di specifiche richieste avanzate dalle autorità di controllo finanziario delle Virgin Islands, lo studio Mossack Fonseca ha sciolto il legame professionale con la DCB Finance Limited. L’anno successsivo Cowie ha ceduto le suo quote della DCB Finance ad un consorzio Cinese.

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Tredici cittadini della Corea del Nord, tutti impiegati in un ristorante nordcoreano sito all’estero, hanno chiesto asilo politico in Corea del Sud, rifugiandosi in un’Ambasciata. Lo ha confermato quest’oggi il Ministero per l’Unificazione sudcoreano.

Secondo quanto riferito in conferenza stampa a Seoul, si tratterebbe di un uomo, il manager del ristorante, e di dodici donne, tutti inviati all’estero dal Governo di Pyongyang per gestire il ristorante.

Al momento, l’identità dei rifugiati è tenuta segreta, come pure il paese di residenza, ma si potrebbe ipotizzare che vivessero in un paese del sud-est asiatico, quale Cambogia, Vietnam, Laos o Thailandia, dove in passato è già accaduto che nordcoreani si rifugiassero nell’Ambasciata del Sud. I tredici avrebbero deciso di fuggire dopo le ultime sanzioni imposte dall’ONU contro i recenti test nucleari e missilistici effettuati dalla Corea del Nord.

Il governo di Seoul presume che i disertori appartenessero alla classe media, sulla base del fatto che vi è pesante concorrenza tra i nordcoreani per essere inviati a lavorare in ristoranti all’estero, dove si può godere di più elevati standard di vita e di maggiori libertà.

La Corea del Nord gestisce direttamente ristoranti per acquisire valuta estera, ma il numero di clienti – la maggioranza dei quali sono sudcoreani – si è ridotto notevolmente dopo le sanzioni e i lavoratori sono sotto pressione da parte del governo della Corea del Nord.

La maggior parte dei ristoranti nordcoreani sono basati in Asia, in particolare Cina, Vietnam e Cambogia. L’unico ristorante della Corea del Nord in Europa – ad Amsterdam – ha chiuso lo scorso anno. Tre ristoranti in Cambogia hanno chiuso di recente.

La crisi e la chiusura di molti ristoranti e il rischio di dover rimpatriare ha spinto probabilmente i tredici nordcoreani alla fuga.

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Intervendendo al “Council on Foreign Relations” di New York, il Segretario alla Difesa americano Ashton Carter ha confermato che gli USA dispiegheranno in Corea del Sud, entro pochi mesi, il sistema missilistico di difesa THAAD (Terminal High Altitude Area Defense). Se ne parla da anni ma non si era mai giunti a nulla di concreto anche a causa della ferma opposizione della Cina, principale partner commerciale della Corea del Sud.

Il sistema THAAD può distruggere gli eventuali missili in arrivo dalla Corea del Nord quando essi hanno appena iniziato la loro fase terminale di volo. Il sistema THAAD costituisce un secondo anello di difesa dopo il sistema Patriot che può colpire i bersagli nemici solo a breve distanza, coprendo dunque una superficie molto più limitata.

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Corea del Sud e Stati Uniti si apprestano ad effettuare la più grande esercitazione militare congiunta nella storia delle loro relazioni militari. E’ quanto emerge da un’agenzia diramata dalla Yonhap.

Secondo la fonte, più di 300.000 sudcoreani e 15.000 americani prenderanno parte alle manovre militari. Il Ministro della Difesa sudcoreano ha confermato che l’esercitazione coinvolgerà il doppio delle unità rispetto alle esercitazioni dell’anno precedente.

La tensione nel nord-est asiatico è cresciuta notevolmente negli ultimi mesi, a seguito dei test e delle minacce provenienti dalla Corea del Nord. La prevista esercitazione appare dunque una immediata reazione a tali minacce ed è indirettamente complementare alle sanzioni economiche e commerciali recentemente inflitte dalle Nazioni Unite al regime di Pyongyang.

Le manovre militari avranno inizio domani e termineranno il 30 aprile.

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La Corea del Nord ha annunciato di aver posto sotto controllo militare il distretto industriale di Kaesong e di aver espulso tutti i cittadini sudcoreani al momento presenti per lavoro, circa 280. La mossa di Pyongyang arriva dopo la decisione del governo sudcoreano di sospendere completamente le attività industriali a Kaesong a seguito dei recenti test missilistici nordcoreani.

Il distretto industriale di Kaesong è situato in territorio nordcoreano e vi sono attive molte aziende del sud. Si tratta dell’unica forma di collaborazione fra i due paesi, motivo per cui, ad ogni crisi, Kaesong torna al centro di minacce e controminacce tra i due governi.

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L’Agenzia di stampa sudcoreana Yonhap ha reso nota l’esecuzione capitale eseguita in Corea del Nord del capo di Stato maggiore, il generale Ri Yong Gil, accusato di corruzione e altri reati. L’agenzia di stampa ha citato fonti anonime e precisato che l’esecuzione è avvenuta la scorsa settimana, durante il vertice congiunto del Partito dei lavoratori e della leadership militare presieduta dal leader Kim Jong Un.

Il generale Ri, capo di stato maggiore dal 2013, compariva fino al mese scorso al fianco di Kim nelle immagini delle ispezioni delle esercitazioni e di altri eventi ufficiali. Tre anni fa la stessa sorte era capitata all’allora capo delle Forze armate Hyon Yong Chol, accusato di essersi addormentato durante un evento e di non aver eseguito gli ordini che gli erano stati impartiti. Dall’inizio dell’anno, altri 15 funzionari pubblici sono stati condannati a morte in Corea del Nord.

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Clicca sull’immagine per scaricare gratuitamente l’ultimo commentary dell’ISPI sulla Corea del Nord.

 

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“Shin fu denudato, legato ai polsi e alle caviglie con delle corde e appeso a un gancio sul soffitto, da cui veniva calato su un fuoco. Quando la pelle iniziava a bruciare sveniva; ma non confessò mai niente, per il semplice motivo che non aveva niente da confessare. Non aveva cospirato con la madre e il fratello per tentare di fuggire, e credeva davvero in quello che gli era stato insegnato fin dalla sua nascita nel campo: mai e poi mai avrebbe potuto scappare, ed era suo dovere denunciare chiunque ci avesse provato. Shin non aveva fantasticato su una vita al di fuori del campo neanche nei suoi sogni più segreti.”

#rifugiati

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Il “Seoul National University Institute for Peace and Unification Studies” effettua annualmente sondaggi sui cittadini nordcoreani che fuggono dal loro paese e trovano rifugio al Sud. Obiettivo della ricerca è quello di ottenere informazioni aggiornate su un paese, la Corea del Nord, che normalmente pubblica soltanto informazioni e dati di mera propaganda.

I risultati, pur avendo il pregio di fornire informazioni di prima mano e senza filtro, non possono avere carattere scientifico visto il basso numero degli intervistati, circa un centinaio, come precisano gli stessi ricercatori dell’Istituto sudcoreano.

Il rapporto di quest’anno, che ha visto la partecipazione di 146 rifugiati, evidenzia una diffusione sempre più capillare di un mercato di base di stampo capitalistico, un mercato nero che va a rimpiazzare un fallimentare sistema di distribuzione statale.

I dati mostrano un significativo aumento, rispetto all’anno precedente, di persone che sopravvivono grazie ad attività economiche illegali. Questa primordiale forma di libero mercato è garantita da un ormai collaudato sistema di tangenti che permette a militari ed autorità locali di integrare i loro scarni stipendi pubblici. Coerentemente con questo dato, risulta aumentato quest’annno il numero di persone che dichiarano di non aver ricevuto alcun sostegno dal governo e che, conseguentemente, possono trovare solo nel mercato i beni necessari per la sopravvivenza.

Un sistema distributivo centralizzato sempre più in crisi, lo scarso tenore di vita dei militari e delle autorità civili di livello più basso, alimentano un mercato nero che cresce e fa comodo a molti.

Tuttavia, ed è questo un dato molto interessante, gran parte dei rifugiati ritiene che Kim Jong Un goda ancora di largo consenso tra i nordcoreani, nonostante gli insoddisfacenti risultati delle nuove politiche agricole ed economiche. E’ un dato che viene confermato dai sondaggi di ogni anno.

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Un interessante paper di Georgy Toloraya, importante diplomatico russo, pubblicato per il Korea Economic Institute. Oggetto dell’analisi l’unificazione coreana nella prospettiva russa e i rapporti tra Mosca e le due Coree.

Clicca sulla pagina per scaricare il pdf completo.

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La Corea del Nord ha testato un nuovo sistema missilistico sottomarino nei giorni scorsi. E’ quanto emerso da un articolo pubblicato ieri dalla KCNA, l’agenzia di stampa ufficiale nordcoreana.

Il comunicato non specifica la data e il luogo esatti del test ma, secondo gli analisti, dovrebbe essere avvenuto ieri al largo della città nordcoreana di Sinpo, sulla costa orientale.

Secondo l’intelligence americana e sudcoreana, la Corea del Nord sta sviluppando un nuovo sistema balistico sottomarino che potrebbe avere la portata di circa 2.500 tonnellate. Già nei mesi di dicembre e di febbraio sarebbero stati effettuati dei primi test. A destare maggiore preoccupazione è la possibilità che questi nuovi sistemi possano essere armati di testate nucleari di ridotte dimensioni.

Se queste notizie fossero confermate, in particolare sulla portata e la capacità del nuovo sistema, significherebbe che la Corea del Nord godrebbe di un sistema balistico sottomarino più progredito della Corea del Sud. La marina sudcoreana, infatti, ha in progetto la costruzione di sei nuovi sottomarini con portata massima di 3.000 tonnellate che vedrebbero però la luce solo tra il 2027 e il 2030.

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In Italia si chiamerebbe “sportello unico”: si tratta del nuovo centro di supporto per gli investimenti nel parco industriale di Kaesong (in territorio nordcoreano). Lo “sportello”, inaugurato a Seoul nel mese di settembre su iniziativa del Ministero dell’Unificazione, mira ad attrarre investimenti non solo sudcoreani ma anche, e soprattutto, stranieri.  Con la riapertura del parco industriale, chiuso l’anno scorso per circa sei mesi, i governi delle due Coree si erano infatti posti come obiettivo una maggiore internazionalizzazione dell’area. Ad oggi, infatti, operano a Kaesong 125 aziende, tutte sudcoreane e nessuna straniera. Il centro di supporto fornirà alle aziende straniere informazioni e servizi di consulenza a 360 gradi.

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Corea del Nord e Cina hanno raggiunto un accordo ieri, 27 giugno, relativo alla costruzione e gestione di un nuovo ponte che sorgerà sul fiume Tumen (confine naturale tra i due paesi), collegando la città nordcoreana di Wonjong con la cinese Quanhe. L’accordo è stato sottoscritto da Park Myong Guk, vice Ministro degli Esteri della Corea del Nord e da Liu Hongcai, ambasciatore cinese a Pyongyang.

La nuova infrastruttura andrà a sostituire un vecchio ponte costruito nel 1941 e divenuto ormai impraticabile al passaggio di mezzi pesanti. Il ponte, lungo circa 1 Km, avrà un costo di 22 milioni di dollari e rappresenterà un’importante opera per il commercio bilaterale tra i due paesi. Incerta, tuttavia, la data di fine lavori, probabilmente tra il 2015 e il 2016.

Nonostante l’apparente freddezza mostrata dalla Cina nell’ultimo anno verso lo storico amico nordcoreano, dovuta ai test nucleari dell’anno scorso, i fatti dimostrano che il governo di Pechino non ha alcuna intenzione di lasciare al suo destino il partner. La costruzione del ponte sul fiume Tumen rappresenta solo una piccola parte degli investimenti cinesi in Corea del Nord.

Nell’immagine il vecchio ponte sul fiume Tumen.

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La Corea del Nord ha effettuato oggi un nuovo test missilistico. Tre missili a corto raggio (della gittata massima di circa 190 Km) sono stati lanciati dalle coste della città di Wonsan, sul Mare dell’Est, e hanno raggiunto le acque internazionali situate tra la penisola coreana e il Giappone. E’ accaduto verso le 17 ora locale. Si tratta del decimo esperimento missilistico nordcoreano, l’ultimo era stato effettuato nello scorso mese di marzo.

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Nel mese di maggio, il Presidente Russo Vladimir Putin ha ridotto del 90% il debito contratto dalla Corea del Nord nei confronti della Russia. Detto debito è attualmente pari a circa 11 miliardi di dollari, una cifra molto consistente se si considera l’esiguo bilancio dello stato nordcoreano. La Russia ha inoltre concesso alla Corea del Nord di utilizzare la percentuale di debito residua per programmi statali in area sanitaria ed educativa.

La mossa russa è un tentativo di spingere la Corea del Nord, a suon di rubli, alla sottoscrizione di un accordo che permetta il passaggio nel suo territorio di una condotta per la fornitura di gas naturale, collegando via terra Russia e Corea del Sud. La “pipeline” era stata oggetto di discussione tra Mosca e Seoul nell’ambito del vertice bilaterale tenutosi l’anno scorso tra i due paesi.

La Corea del Sud, sostanzialmente priva di risorse naturali, ha una forte necessità di approvvigionamenti dall’estero di gas e risorse energetiche, e la Russia mai come oggi ha bisogno di approdare in nuovi mercati per far fronte alle difficoltà sul fronte occidentale dovute alla crisi ucraina.

Gli interessi sono convergenti, dunque, ma di mezzo c’è la Corea del Nord. Il mese scorso è stata raggiunta un’intesa fra Russia e Cina per la costruzione di un gasdotto in terra cinese. Un eventuale accordo con la Corea del Nord consoliderebbe e potenzierebbe la posizione delle forniture russe nell’Asia nordorientale.

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Notizie delle ultime ore provenienti dalla Corea riferiscono di spari al confine tra Corea del Nord e Corea del Sud, nelle acque del Mar Giallo. Seoul ha immediatamente provveduto ad evacuare con urgenza gli abitanti delle piccole isole situate nei pressi del confine con il Nord, al fine di evitare quanto già accaduto nel 2010, quando  missili nordcoreani colpirono l’isola di Yeonpyeong uccidendo due militari e due civili.

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La Presidente sudcoreana Park Geun-hye ha reso note, nell’ambito di una conferenza stampa che si è svolta venerdì 29 marzo presso l’Università della Tecnica di Dresda (Germania), le nuove proposte del governo per riavviare forme di cooperazione con la Corea del Nord.

Il pacchetto della Park prevede la realizzazione di nuovi progetti umanitari per il sostegno della popolazione del Nord, tra cui spicca un nuovo programma di aiuto sanitario per donne in gravidanza e bambini nei primi anni di vita. Questi ultimi, come evidenziato anche dagli ultimi rapporti della FAO, rappresentano l’anello più debole della società nordcoreana.

Tuttavia, l’obiettivo concreto di Seoul è quello di stringere una maggiore cooperazione economica con il Nord, attraverso la realizzazione di nuovi progetti comuni. Nello specifico, la Corea del Sud si è resa disponibile alla costruzione di importanti infrastrutture nel Nord, ma in cambio di concessioni da parte di Pyongyang per lo sfruttamento delle ricche materie prime site nel suo sottosuolo, di cui l’insaziabile industria sudcoreana è ghiotta.

Nell’ottica di una maggiore interazione economica, la Park ha proposto l’istituzione di uffici di cooperazione nelle due rispettive capitali; si tratta senz’altro di una proposta molto forte, considerando che i due governi non hanno mai avuto proprie rappresentanze, neppure di tipo economico-commerciale, nell’altro paese.

La Park ha inoltre riconosciuto un ruolo strategico alla Cina. Quest’ultima ricopre e ricoprirà un ruolo di prim’ordine nel dossier relativo alla denuclearizzazione della Corea del Nord. Su questo fronte, la Presidente sudcoreana si è impegnata per l’istituzione di una Banca per lo sviluppo del nord-est asiatico in collaborazione con gli altri paesi dell’area. Il messaggio è forte e chiaro: abbandono delle politiche nucleari e aiuti internazionali, tramite l’istituenda Banca, per lo sviluppo economico del Nord.

A stretto giro, la Corea del Nord ha risposto quest’oggi. Formalmente, i comunicati di Pyongyang sono diretti alle Nazioni Unite, che hanno fortemente condannato nei giorni scorsi gli ultimi test balistici nordcoreani nel Mar dell’Est. E’ semplice però identificare i veri destinatari in Corea del Sud e Stati Uniti. La Korean Central News Agency (KCNA), l’agenzia di stampa nordcoreana, ha dichiarato che, per “proteggere la sicurezza del paese e del suo popolo e per difendere la pace”, rafforzerà la sua deterrenza nucleare preparando “nuove forme di test nucleari”.

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Nell’immagine, uno scorcio del parco industriale di Kaesong.

E’ una piccola rivoluzione per un paese non certo noto per la libertà di accesso ad internet: Seoul e Pyongyang hanno raggiunto, in questi giorni, un accordo che permetterà il collocamento di 20 PC nel parco industriale intercoreano di Kaesong. I PC saranno connessi ad internet e potranno accedere a server esteri. Si tratta di un servizio utilizzabile dalle aziende operanti nel distretto e dunque rivolto unicamente ai cittadini sudcoreani che quotidianamente oltrepassano il 38^ parallelo per lavorare a Kaesong. Ad oggi le aziende sudcoreane poteva comunicare con la loro casa madre al sud soltanto per telefono o fax. Il servizio sarà implementato dalla compagnia sudcoreana Korea Telecom e dalla omologa nordcoreana North Korea’s Post and Telecommunications Corp.

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Dopo lunghe ed estenuanti trattative, che hanno coinvolto con un ruolo di mediazione anche la Croce Rossa, Corea del Sud e Corea del Nord hanno raggiunto un accordo relativo alle riunioni delle famiglie separate dalla guerra del 1950-53. Gli incontri si svolgeranno nei pressi del Monte Kumgang, località vicina alla costa orientale, dal 20 al 25 febbraio.

L’ultimo incontro aveva avuto luogo nel mese di ottobre 2010 e, a causa delle crescenti tensioni degli ultimi anni, non ne erano stati organizzati altri. La questione riguarda circa 22.000 persone e per molti di loro (ormai molto avanti con gli anni) potrebbe essere l’ultima occasione per salutare i parenti divisi dal 38^ parallelo.

 

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L’immagine (fonte Yonhap News) descrive l’albero genealogico della famiglia che da oltre sessant’anni tiene le redini della Corea del Nord, da Kim Il Sung a Kim Jong Un, passando per Kim Jong Il. E’aggiornata all’ultimo importante evento della famiglia, l’esecuzione di Jang Song Thaek, zio dell’attuale leader Kim Jong Un.

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La Corea del Nord ha ufficialmente comunicato oggi l’avvenuta esecuzione di Jang Song Thaek, vicepresidente della Commissione Nazionale di Difesa, nonché zio del leader nordcoreano Kim Jong Un. L’esecuzione sarebbe avvenuta nella giornata di ieri, 12 dicembre 2013, a seguito della sentenza emessa da un Tribunale Militare che lo dichiarava colpevole di attività controrivoluzionarie.

 Jang Song Thaek, infatti, si sarebbe reso colpevole di aver creato un suo “clan” all’interno delle strutture di potere nordcoreane, allo scopo di perseguire fini privati “cercando di rovesciare lo Stato attraverso intrighi e metodi spregevoli con un ambizione sfrenata a raggiungere il vertice del partito e dello Stato”, ha riferito la Korea Central News Agency.

Secondo Suh Sang Kee, Presidente della Commissione Servizi Segreti dell’Assemblea Nazionale sudcoreana, Jang Song Thaek sarebbe stato fucilato, stessa sorte toccata recentemente ai suoi due collaboratori. Sempre secondo Suh Sang Kee, tutto ciò dimostrerebbe una sostanziale debolezza di Kim Jong Un rispetto a suo padre, nonché predecessore, Kim Jong Il, e vedrebbe il giovane leader nordcoreano ancora alla prese in una lotta intestina per il consolidamento del sua posizione.

Pubblicato anche su Notizie Geopolitiche.

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