Scossone politico in Corea del Sud. Si sono svolte ieri, 13 aprile, le consultazioni elettorali per l’Assemblea Nazionale che hanno registrato la sconfitta del partito di maggioranza Saenury, formazione di centrodestra che esprime anche l’attuale Presidente.

Dei 300 seggi totali di cui si compone l’Assemblea Nazionale, 122 vanno al Saenury, 123 al principale partito di opposizione di centrosinistra, il Minjoo, 38 al People’s Party e 17 alle varie formazioni politiche minori. Il conservatori perdono la maggioranza parlamentare dopo ben sedici anni.

La Corea del Sud è una Repubblica Presidenziale e le elezioni per il parlamento hanno da sempre rappresentato un test elettorale molto importante per il Presidente in carica. Non c’è alcun dubbio che l’attuale Presidente Park Geun Hye sia uscita piuttosto malconcia da questa prova. All’interno del partito è già cominciata la resa dei conti in vista delle prossime elezioni presidenziali che si svolgeranno tra circa un anno e mezzo.

A penalizzare il partito attualmente al governo sono stati senz’altro i temi economici. Un tasso di disoccupazione al 5%, con quella giovanile al 12-13%, una precarizzazione del lavoro e della società sempre più galoppante e un livello del debito privato delle famiglie in aumento che hanno generato un malcontento sociale senz’altro maggiore che negli anni passati. Di scarsa rilevanza la questione nordcoreana e le tematiche di politica internazionale in genere.

Da sottolineare il risultato elettorale del People’s Party, nuova formazione politica indipendente di centrosinistra, fondata recentemente dall’ex imprenditore Ahn Cheol Soo che, con il terzo posto e i suoi 38 seggi, acquista un peso politico fondamentale per gli equilibri parlamentari sudcoreani in quanto nessun altro partito possiede la maggioranza assoluta. Il sostanziale bipartitismo che ha caratterizzato la storia democratica della Corea del Sud lascia il posto a un blando tripartitismo.



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