“Shin fu denudato, legato ai polsi e alle caviglie con delle corde e appeso a un gancio sul soffitto, da cui veniva calato su un fuoco. Quando la pelle iniziava a bruciare sveniva; ma non confessò mai niente, per il semplice motivo che non aveva niente da confessare. Non aveva cospirato con la madre e il fratello per tentare di fuggire, e credeva davvero in quello che gli era stato insegnato fin dalla sua nascita nel campo: mai e poi mai avrebbe potuto scappare, ed era suo dovere denunciare chiunque ci avesse provato. Shin non aveva fantasticato su una vita al di fuori del campo neanche nei suoi sogni più segreti.”

#rifugiati



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